Descrizione del progetto/servizio
Tribunale ed Università: il Bilancio di Responsabilità Sociale, il Progetto Giustizia Agile e i tirocini formativi
A seguito della stipula di apposita convenzione con l’Università di Viterbo, sono stati avviati incontri tematicamente dedicati, a cura di un gruppo di lavoro a composizione mista specificamente istituito, il quale ha tenuto, nell’ambito di una specifica road map, diversi incontri per assemblare i dati e le informazioni indispensabili.
Lo scopo fin dall’origine è stato quello di impostare un documento contenente quanto necessario a fornire una rendicontazione adeguata dei risultati e dell’impatto complessivo (output ed outcome) che l’attività del Tribunale comporta sul territorio.
Tale iniziativa è culminata nella definizione in forma strutturata di un avanzato sistema di accountability orientato a rappresentare in forma compiuta le modalità mediante le quali le risorse pubbliche a disposizione vengono utilizzate dalla dirigenza, nell’interesse dei cittadini stessi.
Il primo BRS con riferimento al triennio 2017-2019 è stato presentato alla stampa ed ai cittadini nel corso di un incontro pubblico tenutosi in data 18.5.2021.
Nell’estate successiva sono stati riattivati contatti finalizzati a favorire un aggiornamento di tale documento di rendicontazione pubblica allo scopo di attualizzarlo a cadenze definite.
Nel 2024 sono ripresi gli incontri, dopo il rinnovamento e contestuale potenziamento del gruppo di lavoro, finalizzato alla elaborazione di un nuovo documento, arricchito nei contenuti, questa volta imperniato sull’analisi del triennio 2022-2024, peraltro il più florido quanto all’emersione di iniziative di sviluppo organizzativo.
L’attività è culminata con la presentazione pubblica del nuovo BRS nell’autunno dell’anno appena concluso.
Giustizia Agile
Il progetto “Giustizia Agile” nasce come risposta concreta alla crescente esigenza di modernizzare il sistema giudiziario italiano, ponendosi all’interno del più ampio “Progetto unitario per la diffusione dell’Ufficio per il Processo e l’implementazione di modelli operativi negli uffici giudiziari per lo smaltimento dell’arretrato”. Finanziato nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014–2020 e coerente con gli obiettivi strutturali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il progetto è stato attuato con l’obiettivo di rendere la giustizia più efficiente, accessibile e trasparente, intervenendo tanto sul piano organizzativo quanto su quello tecnologico. Attivo tra aprile 2022 e settembre 2023, Giustizia Agile ha coinvolto magistrati, personale amministrativo, professori universitari, ricercatori, borsisti e professionisti con competenze giuridiche, gestionali, informatiche, ingegneristiche, economiche e sociologiche. Un approccio multidisciplinare che ha consentito di intervenire in modo trasversale sui processi giudiziari, dalla mappatura delle cause pendenti fino alla revisione dei modelli organizzativi degli Uffici per il Processo (UpP). Uno dei risultati più rilevanti del progetto è stata proprio la realizzazione di una mappatura completa delle cause pendenti presso i Tribunali e le Corti di Appello della Macro-Area 3, finalizzata a individuare inefficienze e a sviluppare soluzioni gestionali su misura. A ciò si è affiancata la promozione di nuovi modelli operativi degli UpP, pensati per supportare gli uffici nella gestione dell’arretrato e nella digitalizzazione dei procedimenti, anche mediante l’introduzione di task force specializzate. Ma Giustizia Agile è stato anche un potente strumento di raccordo tra il mondo accademico e quello giudiziario. Il progetto ha favorito la nascita di un Osservatorio sulla giustizia, ha ampliato le possibilità di tirocinio presso gli UpP per studenti universitari e ha rinnovato i percorsi formativi nei corsi di laurea in ambito giuridico, introducendo nuovi insegnamenti, laboratori e cliniche legali. Inoltre, sono stati sviluppati percorsi post-lauream rivolti agli addetti degli uffici giudiziari, agli avvocati e ad altre figure professionali chiave, contribuendo a colmare il divario tra formazione teorica e pratica applicativa. L’impatto del progetto è stato sia interno che esterno degli uffici giudiziari. Internamente, ha favorito una maggiore efficienza operativa, contribuendo a snellire i processi e a ridurre l’arretrato, con una conseguente ottimizzazione delle risorse e dei tempi. Esternamente, ha rappresentato un passo importante verso una giustizia più trasparente e vicina al cittadino, migliorando la qualità del servizio reso all’utenza e rafforzando la fiducia nella macchina giudiziaria. Molti sono stati gli stakeholder coinvolti nell’iniziativa. Tra quelli interni, magistrati e personale amministrativo hanno avuto un ruolo centrale nell’attuazione e nella sperimentazione dei nuovi modelli. Tra gli attori esterni si annoverano gli avvocati (utenti qualificati), i cittadini (utenti non qualificati), Ministero della Giustizia, Ordine degli Avvocati, Università, collettività, Istituzioni ed Enti Pubblici, Forze dell'ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, etc.). L’iniziativa ha prodotto anche ricadute positive sul territorio, generando un impatto economico grazie alla maggiore celerità nei procedimenti e alla riduzione dei tempi di risposta del sistema giudiziario. Il progetto rappresenta dunque un esempio virtuoso di innovazione pubblica, capace di coniugare efficacia, efficienza e visione strategica, contribuendo in modo tangibile al processo di riforma della giustizia italiana.
Tirocini formativi
Il Tribunale, da tempo, ospita, sulla base di specifici protocolli, studenti dell’Università della Tuscia per la realizzazione di esperienze di tirocinio formativo.
Si ritiene di dover definire un sistema di raccordo più organico fra le esigenze formative e di apprendimento degli studenti e l’offerta di servizio del Tribunale.
Occorre tener presente che gli studenti, durante l’esperienza svolta in Tribunale, forniscono un supporto talvolta prezioso all’attività degli uffici.
Un gruppo di lavoro dedicato ha terminato, a giugno 2023, un lavoro finalizzato alla revisione della convenzione sui tirocini curriculari, primo step di un’attività più complessa che dovrebbe condurre successivamente alla definizione di una proposta di convenzione mirata sulla materia dei tirocini post lauream.
Tale iniziativa dovrebbe culminare, d’intesa con i rappresentanti dell’Università degli Studi della Tuscia, nella definizione di veri e propri percorsi strutturati, coerenti con la formazione di base dello studente ancorché finalizzati alla definizione, sia pur embrionale, di profili strutturati e coerenti che rechino però vantaggi concreti allo studente al momento del proprio approccio con il mercato del lavoro ed in occasione della preparazione di eventuali concorsi.
Il lavoro sviluppato con il Tribunale di Viterbo ha assunto di conseguenza i tratti del progetto pilota, destinato ad anticipare le iniziative da sviluppare nel prosieguo delle attività progettuali e suggellarne i caratteri.